RODOLFO ARICÒ /
ANNA CASTELLI FERRIERI
L'amore per il progetto

A cura di Paola Nicolin

27 settembre 2019 23 novembre 2019


Inaugurazione
Giovedì, 26 settembre 2019
ore 18:00 – 20:00

Dal 27 settembre
al 23 novembre 2019

ore 11:00 - 19:00


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COMUNICATO STAMPA


Questa mostra intende tessere una trama di rimandi e corrispondenze tra i lavori di due protagonisti del secondo Novecento italiano, accomunati da un’attenzione puntuale alla fase di progettazione delle proprie opere, tra i primi a Milano a sfidare con innovazione i limiti l’uno della pittura, l’altra dell'architettura e del pensiero sull'oggetto d'uso: Rodolfo Aricò (1930-2002) e Anna Castelli Ferrieri (1918-2006).


A partire dagli anni Sessanta, Rodolfo Aricò crea tele sagomate che combinano un forte rigore geometrico a una sospesa ambiguità percettiva. Progettate applicando i principi dell’assonometria e caratterizzate da una monocromia solo apparente, le opere di Aricò indagano il confine “tra oggetto e immagine”, come scriveva Giulio Carlo Argan nel 1967, e si pongono il problema dello spazio e della sua rappresentazione. A cavallo tra pittura, scultura e architettura, queste opere rinnovano le categorie tradizionali della storia dell’arte.


Nella stessa Milano di Aricò, Anna Castelli Ferrieri, direttrice artistica di Kartell dal 1976 al 1987, è figura femminile centrale di un rinnovamento legato al mondo dell’architettura e del design. La sua formazione tra arti diverse la porta a concepire architetture, allestimenti e arredi che si interrogano su cosa sia il progetto di design, a che cosa serva e a chi è destinato. L’utilizzo di forme geometriche semplici si combina a un’attenta ricerca su materiali nuovi, in primis la plastica, di cui Anna Castelli sfrutta la versatilità per sovvertire idee, pregiudizi e comportamenti attorno all’oggetto di valore. La sua attitudine al pensare in modo complesso e umanistico la rende oggi una figura profondamente contemporanea proprio in relazione alla sua capacità di sintesi tra progettualità, controllo formale e emotività.


Credito © Riccardo Gasperoni

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